Prende il nome dalla grande statua di marmo bianca venerata fin dall’antichità, molto cara alla devozione popolare e custodita al suo interno fino agli eventi sismici del 2016 che l’hanno resa inagibile.

Non si conoscono date precise in merito alla costruzione della chiesa, ma l’edificio romanico originario era orientato diversamente, come dimostra il portale trecentesco, probabilmente ad una sola navata, con volta a botte, similmente ad altre chiese della zona. L’edificio originario subì un primo ampliamento nel XIV secolo, probabilmente dopo la distruzione di Castelfranco, ed un successivo alla fine del XV secolo con modificazione dell’orientamento.

La facciata, che guarda verso la Vallecastoriana, ha un portale di foggia tardo gotica, opera di maestri marmorai lombardi; a fianco, un’edicola esterna è decorata di affreschi della bottega degli Sparapane, raffiguranti la Madonna in trono con Bambino tra i santi Bernardino e Sebastiano; sulle vele della piccola crociera i Quattro Evangelisti. Dello stesso periodo è l’aggiunta della seconda navata.

Il portichetto a sette archi, coperto da volte a crociera sorrette da esili colonnine, che si apre sul lato lungo verso la strada, dovrebbe essere un’aggiunta della fine del XV secolo; è pavimentato a “schiazze”, ossia formato da un basolato di lastre rettangolari di varia misura e di diverse tonalità di colore che lo fanno sembrare macchiato, da cui il termine dialettale schiazze (macchie). Allo stesso periodo risale la torre campanaria. Di fronte alla facciata è stato poi aggiunto un portico rinascimentale, del secolo XVI.

L’interno della chiesa è oggi a due navate separate da quattro colonne e due grandi archi su cui poggia il tetto. La copertura originaria utilizzava volte a crociera, poi sostituite dall’attuale a pianelle. Sulla sinistra un fonte battesimale poligono e un’acquasantiera tardo quattrocentesca, decorata con mascheroni e teste di cherubini.

Di fianco le scale per accedere alla torre campanaria. Appena a seguire un altare dove, prima del sisma del 2016, erano presenti due statue lignee cinquecentesche, raffiguranti San Sebastiano e San Rocco, molto venerati perché ritenuti protettori dalla peste e dal colera; in alto due riquadri con l’Annunciazione. Il presbiterio è a pianta quadrata, sollevato di due gradini e coperto con volte a crociera.

Nella cappella di sinistra del presbiterio, in una nicchia lignea quadrata, sorretta da due pilastri scolpiti a candeliera come quelli dell’attiguo tabernacolo, inserito in una mostra con sportelli e base decorati nel 1513, opera dei Seneca di Piedivalle, dominava il Crocefisso ligneo di Benedetto da Maiano, scultore e architetto fiorentino attivo nella seconda metà del Quattrocento, noto come uno dei maggiori artisti del rinascimento toscano. L’opera è di splendida fattura, pur nella compostezza del corpo martoriato, sul volto reclinato dell’agonizzante si concentra un’espressione di intenso dolore.

La cappella di destra del presbiterio ha sull’altare un’edicola marmorea del sec. XV, nel cui interno è stato inserito un tabernacolo ligneo del 1511, opera forse dei Seneca di Piedivalle, realizzato per ospitare la Madonna Bianca, un altorilievo in marmo del sec. XV che si staglia su fondo azzurro, attribuito al seguace del Verrocchio Francesco di Simone Ferrucci da Fiesole, eseguito nel 1488, a testimonianza degli intensi rapporti commerciali di quest’area della Valnerina con la Toscana. Sembra che in origine questa Madonna altro non fosse che l`allegoria della Carità (identificazione data dall`attributo del vasetto fiammeggiante tenuto in mano); poi vi fu adattata la colomba dello Spirito Santo e la cornice. Attualmente la statua della Madonna Bianca si trova al deposito di Santo Chiodo di Spoleto, dove sono stati portati, all’indomani dei devastanti eventi sismici del 2016,  tutti i beni culturali per il restauro – se necessario – e in attesa di poter tornare nelle comunità di provenienza non appena verranno ripristinate le condizioni di sicurezza  nei luoghi di origine.

La statua della Madonna Bianca è molto venerata dagli abitanti del luogo. Gli sportelli che chiudevano l’immagine sono dipinti da Giovambattista da Norcia su entrambi i lati, a edicola chiusa si vedono gli apostoli Pietro e Paolo, a edicola aperta due angeli adoranti. Nell’ultima colonna, tra le due cappelle a volta del presbiterio, è raffigurata una Crocifissione datata 1521.

La parete destra della chiesa conserva un ricco ciclo di affreschi. Attorno al portale trecentesco, in alto Santa Chiara con libro in mano, San Rocco, San Sebastiano, San Francesco, di fianco in basso Santo con ostia, Santa Caterina, S. Amico patrono dei boscaioli col lupo a guinzaglio, Madonna in trono con Bambino, Madonna del latte, in alto, frammentaria e di difficile lettura forse un’Annunciazione, altra Madonna con Bambino.

A seguire gli affreschi proseguono su doppio registro: le scene di quello superiore sono ispirate alla vita della Madonna, quelle dell’inferiore a particolari devozioni. Si tratta di una specie di antologia pittorica riconducibile alla cultura locale, che tendeva a reiterare elementi figurativi più antichi. Nel registro inferiore, in cui si ravvisa lo stile popolare abruzzese di Domenico da Leonessa, dirigendosi verso l’uscita della chiesa: Madonna con Bambino, San Tommaso d’Aquino, Madonna con Bambino, San Sebastiano, Madonna con Bambino, San Sebastiano, Cartiglio delle indulgenze, che ricorda le indulgenze concesse dai pontefici alla chiesa di “Santa Maria della Nuntiata”, in tutto ben 4760 anni di “risparmio” dalle pene del purgatorio, Madonna in Trono con Bambino, il Bambino reca in mano un uccello e al collo la collana di corallo con cui si preservavano i bimbi dal malocchio, San Francesco e Santa Chiara, Madonna del latte, iconografia cara alle mamme e alle nutrici, Madonna con Bambino, curiosamente vestito secondo la moda dell’epoca.

Sul registro superiore, risalendo verso il presbiterio scene ispirate alla vita della Madonna, opera di Antonio Sparapane: Sposalizio della Vergine con sotto la scritta QUANDO LA NOSTRA DONNA FO SPOSATA DA JOSEPPE, Annunciazione, con sotto la scritta QUANDO LA NOSTRA DONNA FO ANNUNZIATA DALL’ANGELU GABRIELE, Madonna in Trono con Bambino tra due angeli, con sotto la scritta QUISTU LAURU FU FATTU 1476, Presentazione di Gesù al Tempio, con sotto la scritta QUANDO LA NOSTRA DONNA FO OFFERTA ALLU TEMPIU, Transito della Vergine, con sotto la scritta QUANDO NACQUE LA NOSTRA DONNA.

Gli episodi sono rappresentati con stile popolaresco ed ingenuo, specialmente il Transito della Vergine e la Presentazione di Gesù al Tempio, più curati e di buona qualità l’Annunciazione e lo Sposalizio della Vergine. Tornando verso la porta d’ingresso a destra due affreschi di difficile lettura, datati 1507 e raffiguranti la Madonna col Bambino e la Resurrezione di Lazzaro.

Per saperne di più:http://www.iluoghidelsilenzio.it