Il comune di Norcia nel 1370, per non lasciare incustodita una zona di vitale importanza come quella della Vallecastoriana – importante snodo e via di comunicazione –  decise di edificare il Castello di Castelfranco obbligando gli abitanti di Capo del Colle a trasferirsi in questo nuovo centro.

L’origine del suo nome deriva dalla esenzioni fiscali di cui avrebbero goduto coloro che qui vi fossero insediati.
Ma la vita di Castelfranco fu piuttosto breve sia perché non vi fu un concreto trasferimento, in quanto risultava esser stato costruito in territorio impervio e scomodo da raggiungere, sia per i continui attacchi sferrati dalle truppe di Francesco Sforza che riuscì anche ad occuparlo nel 1438 e successivamente nel 1452 fu assaltato da bande di fuorusciti nursini.

Oggi, nonostante il sisma del 2016,  sono ancora ben visibili le suggestive rovine di questo luogo fortificato, tra cui i resti della porta di accesso  ad arco gotico che si apre alla base dell’unica torre rimasta, che conserva due archi sovrapposti. A difesa della porta, dove si congiungono le mura che racchiudono le rovine della fortezza, è posto anche un rinforzo poligonale con feritoie, esempio unico nella zona.

All’interno del castello sorgeva la chiesa di Santa Maria, ed è ancora aggrappata alla parete rocciosa ma pressoché diroccata: rimane solo il portale d’ingresso decorato sormontato da un agnello crucigero, su di un pilastro, si notano ancora resti di affreschi e nell’abside è visibile una Madonna con Bambino.

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