CASTELFRANCO

Un patrimonio da salvare, una risorsa da valorizzare

Il castello

La breve ma intensa storia di Castelfranco ha lasciato alla Valnerina una delle testimonianze storico architettoniche più importanti ma meno conosciute del territorio. La sua edificazione, pianificata dal Comune di Norcia nel XIV secolo in luogo del castello di Ancarano, non fu mai pienamente apprezzata dagli abitanti locali, che spontaneamente preferivano organizzare autonomamente le proprie dimore a Capodelcolle, proprio ai piedi del castello. Fu così che seppure molto apprezzate furono molte gesta degli abitanti del castello, questo ebbe vita breve e fu destinato al completo abbandono.

Ma è proprio il precoce abbandono che ha permesso il “congelamento” del suo impianto, evitando le stratificazioni che se da una parte hanno permesso di far arrivare fino ad oggi tutti i borghi della Valnerina in uno straordinario stato di conservazione, hanno contaminato l’impianto architettonico originario, spesso anche “sacrificando” le strutture agli utilizzi necessari nel preciso momento storico, in particolare la residenza, l’allevamento, la produzione in luogo della difesa.

Negli ultimi decenni sono state messe in atto alcune iniziative spot finalizzate alla preservazione di questa importante testimonianza storica, per attirare l’attenzione e divulgare l’interesse storico del sito. Tuttavia mai si è ancora lavorato ad un progetto organico per restituire a Castelfranco il ruolo centrale di peculiare emergenza storico architettonica della Valnerina.

Per questo motivo non si è mai riusciti a strapparlo dal lento ma inesorabile destino di degrado. Così oggi solo facendosi largo tra la rigogliosa vegetazione spontanea che lo sta completamente assorbendo è ancora possibile rinvenire le mura castellane, la chiesa trecentesca, le volte sotterranee, le abitazioni, le viuzze, gli spiazzi, le fonti, i serbatoi, il torrione settentrionale che conserva quasi interamente l’intera mole e la forma originaria, unico caso nel territorio nursino.

Negli ultimi venti anni è progressivamente cresciuto l’interesse per Castelfranco, in parte per una nuova curiosità collettiva verso le radici storiche, un po’ per la rivalutazione dei beni culturali puntuali, a volte remoti, nascosti e affastellati in una fitta rete di emergenze ambientali e storico-architettoniche minori, tutte da scoprire e nell’insieme costituenti il patrimonio peculiare di interi ambiti rurali.