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Pergamena Sant’Antonio Abate Capo del Colle

[…] anno Domini millesimo CCCXLVIII, / [indictione] prima, tempore domini Clementis pape VI, mense no/vembris, die XI. Ionta Luce de Ancharano / per gratiam Iesu Christi mente et sensu sanus licet cor/pore languens, timens periculum mortis, no/lens decedere intestatus, suarum rerum et bonorum omnium / disspositionem per presens testamentum facere procurav[it] / quod iure civili dicitur sine scriptis. In primis qui/dem reliquid pro anima sua ad funus XX solidos. Item re/liquid pro cera C solidos ra(vennates). Item reliquid in opere ecclesie / Sancti Anthonii de Ancharano VI solidos et cetera et in/fra alia legata et relicta que in eodem testamento dis/posuit et legavit tale fecit legatum his verbis. Item / reliquid ecclesie Sancti Petri de Rocha Ancharani unam / petiam terre positam in Furcha Ancharani iuxta Val/terium Berardutii et heredes Bennadacti et viam cum / tali conditione adposita, quod fratres et monachi ipsius / ecclesie et loci Sancti Petri dent et dare debeant / solvere ecclesie Sancti Eutitii de Valle Castoriana / vinti et duas libras ravennates, computatis et com/pensatis in dictis XXII libris ra(vennatibus) X libris ra(vennatibus) / quos promixit dictus Ionta dictis monachis et / ecclesie Sancti Eutitii de Vale Castoriana, ut dicitur / adparere manu Sonantis domini Adcurssi de abbaçia / notarii vel manu cuiuscumque notarii adpareret, et si / dicti fratres et monachi de dicta ecclesia Sancti Petri / noluerint et recusaverint solvere, quod dicta terra sit et esse / debeat dicte ecclesie Sancti Eutitii. Item reliquid dicte / ecclesie Sancti Petri de Rocha Ancharani medietatem / unius petie terre pro indiviso positam in Vallocta / Maiori de Ancharano iuxta Petronum France/ssche et Iutium Stabilis, reservato et detracto / blado, quod stat hoc anno presenti in dicta petia / terre. Item ad predicta omnia expendenda et exequenda ad / sensum et voluntatem Butii Berardutii quem suum fidei/commissarium reliquid et fecit, cui dedit licentiam et liberam po/testatem vendendi et alienandi de bonis suis ussque / ad integram sadisfationem dictorum legatorum. Item in omni/bus aliis suis bonis mobilibus et stabilibus / iuribus et actionibus Lippum Valterii eius nepotem / sibi heredem istituit. Et hec est ultima et / postrema eius voluntas quam valere voluit iu/re testamenti et si iure testamenti non valeret saltim / valere voluit iure coticillorum et iure cuiuslibet / alterius ultime voluntatis et omni iure quo melius / valere et tenere potest.

Actum fuit hoc in Capite ville Collis An/charani, in domo dicti Ionte Luce testatoris, presentibus / Butio Angeloni et Massio Andree et Andrea Balli et / Cola Petrutii et Marthelutio Petrutii et Ciccho Cicchi / et Fortino Salvaroni testibus ad hec vocatis et rogatis / a dicto Ionta testatore et Ogolino Vannis notario / qui debet se … subscribere.
Et ego Carutius magistri Angeli de Camplo im/periali auctoritate notarius publicus his omnibus supra/dictis presens interfui et a dicto Ionta testatore / rogatus subscripsi et publicavi.
Et ego Ugolinus Vannis de Camplo pu/blicus imperiali auctoritate notarius predictis interfui / et me … subscripsi secundum formam statuti Communis Nursie.

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Nell’anno del Signore 1348, indizione prima, nel tempo di papa Clemente VI, mese di novembre, giorno 11.
Giunta di Luca di Ancarano, sano di intelletto seppur infermo nel corpo, temendo di morire intestato, detta le sue ultime volontà.
Lascia per la salvezza dell’anima sua e pel suo funerale venti soldi e cento altri per la cera.
Lascia sei soldi nell’opera della chiesa di S. Antonio di Ancarano.
Lascia alla chiesa di S. Pietro di Rocca di Ancarano un terreno sito in Forca di Ancarano, confinante con Gualtiero di Berarduccio, eredi di Benadatto e via, con condizione vincolante che i monaci della suddetta chiesa siano obbligati a pagare alla abbazia di S. Eutizio di Val Castoriana la somma di ventidue lire di Ravenna, incluse dieci lire già da lui promesse ai monaci di S. Eutizio, come da instrumento di Sonante “domini Adcurssi” notaio dell’abbazia. In caso di inadempienza di questa disposizione, il terreno passi a S. Eutizio.
Lascia alla chiesa di S. Pietro anche la metà di una terra pro indiviso sita “in Vallocta Maiori” di Ancarano, confinante con Petrone di Francesca e Iuccio di Stabile, detratto il frumento in essa prodotto nel presente anno.
Nomina suo fidecommissario Buccio di Berarduccio, con potestà di disporre dei beni di lui testatore fino a totale soddisfazione dei suddetti legati.
Infine nomina suo nepote Lippo di Gualtiero erede di tutti i rimanenti suoi beni mobili ed immobili.
Rogato in Capo del Colle di Ancarano, in casa del suddetto testatore, presenti in qualità di testimoni Buccio di Angelone, Massio di Andrea, Andrea “Balli”, Cola di Petruccio, Martelluccio di Petruccio, Cecco di Cecco, e Fortino di Salvarone.
Notai rogatari: “Carutius” di mastro Angelo (ST) e Ugolino di Vanni (ST) entrambi di Campi

 

Incontri in Valle Castoriana

Ripensare, ricostruire, ripartire: da Ancarano un progetto per il futuro della Valle Castoriana

NORCIA – Ripensare, ricostruire, ripartire’, l’iniziativa svoltasi il 30 ottobre ad Ancarano, ha raggiunto due obiettivi concreti: la forte partecipazione della popolazione e delle istituzioni chiamate a raccolta nonché l’individuazione di punti strategici sui quali concentrarsi nell’immediato futuro per far sì che la ricostruzione decolli e, contemporaneamente, si rilanci anche lo sviluppo sociale, culturale ed economico della Valle Castoriana, una delle più belle ed interessanti vallate del comprensorio della Valnerina, epicentro degli eventi sismici dell’ottobre del 2016.

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Ancarano ricorda la Grande Guerra

Semplice ma suggestiva la cerimonia in ricordo dei Caduti della Grande Guerra che si è svolta ad Ancarano di Norcia con il pieno coinvolgimento dei bambini della frazione. Nonostante le ferite del sisma del 2016 siano ancora aperte e visibili, la Comunanza Agraria di Ancarano, in collaborazione con il Consorzio BIM e la Pro loco di Ancarano, ha voluto ricordare i quindici Caduti della frazione ripristinando le targhette con i loro nomi lungo il viale della Rimembranza che dai ruderi della chiesa di San Benedetto conduce al cimitero.
Sono intervenuti il presidente della Comunanza Agraria Romeo Canali, il presidente del Consorzio BIM Cascia Egildo Spada, la Presidente del Consiglio Regionale dell’Umbria Donatella Porzi, il parroco di Ancarano don Luciano Avenati, l’ispettore archivistico onorario Rita Chiaverini, i carabinieri di Norcia, l’associazione nazionale carabinieri, l’associazione dei bersaglieri.
L’iniziativa avrebbe dovuto svolgersi durante il Centenario della Grande Guerra con l’intento di ricordare la drammaticità di un conflitto che tra il 1914 e il 1918 ha sconvolto l’Europa e il mondo spazzando via una intera generazione e superando per tragicità e complessità ogni esperienza bellica precedente. Purtroppo, a causa del terremoto, l’evento si è svolto solo oggi ma non ha perso la sua valenza: aver recuperato un piccolo frammento della storia dei Caduti di Ancarano è importante perché il difficile momento che si sta vivendo a causa delle conseguenze del terremoto rischia di cancellare la memoria e la storia dei luoghi mentre è fondamentale guardare al futuro mantenendo viva l’identità della comunità.
Il viale della Rimembranza di Ancarano venne realizzato in onore dei quindici Caduti della frazione: Allegrini Antonio, Amici Nello, Antonelli Alfredo, Antonelli Guido, Attili Attilio, Capparelli armando, Capparelli Pietro, Cesqui Pietro, Felici Lodovico, Felici Palmiro, Franchi Alfredo, Franchi Ernesto, Marinucci Valentino, Romanelli Giuseppe, Santi Augusto. Per ogni Caduto venne piantato un albero con il compito di mantenerne viva la memoria. Grazie a questa iniziativa la comunità di Ancarano si è ritrovata unita non solo nel ricordo ma anche nell’intento di trovare la forza per andare avanti affrontando e superando le avversità odierne come è accaduto cento anni fa con la tragedia della guerra.

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Ancarano al centro del mondo grazie ad una iniziativa di ICCROM

Per una intera giornata, Ancarano di Norcia è stato al centro del mondo grazie ad ICCROM, l’organizzazione intergovernativa consacrata alla conservazione e alla promozione del patrimonio culturale in tutto il mondo.

Sono giunti infatti ad Ancarano venticinque giovani – provenienti dal Cile, Egitto, Estonia, Georgia, Hoduras, India, Iraq, Italia, Giappone, Spagna, Siria, Trinidad, Tobago, USA – che stanno frequentando un corso internazionale sulla protezione del patrimonio culturale in situazioni di emergenza dal titolo ‘La cultura non può aspettare’ (hashtag:#culturecannotwait).

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Da Ancarano raccolta fondi per il Veneto

Si moltiplicano le iniziative per aiutare le zone del Veneto colpite dal maltempo ed anche Ancarano, frazione del comune di Norcia, non fa mancare il suo sostegno promuovendo, attraverso la Pro Loco, una raccolta fondi. Non poteva essere diversamente vista l’immensa generosità mostrata dal popolo italiano verso questa piccola realtà all’indomani degli eventi sismici che nel 2016 l’hanno devastata in quanto l’epicentro del 30 ottobre si è registrato proprio nella Valle Castoriana dove sorge Ancarano.

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Vendesi Castelfranco: la Pompei medievale del Parco dei Sibillini

Vendesi Castelfranco. La comunanza agraria di Ancarano è intenzionata a vendere Castelfranco, antico centro fortificato, per salvare questa minuscola Pompei medievale nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L’annuncio della vendita sta per essere pubblicato sui più importanti siti internazionali. «L’abbandono crescente – affermano Romeo Canali, presidente della Comunanza Agraria di Ancarano e Santucci Venanzo presidente della Pro Loco – ci spinge a vendere a malincuore questo pregevole bene culturale per garantirne il recupero e la fruibilità, per trasformare questa risorsa culturale in un’occasione di sviluppo economico del territorio».